“Credo sia venuto il momento di fare un po’ di chiarezza, anche per fronteggiare quella che, obiettivamente, si sta rivelando una vera e propria aggressione personale senza ragioni e che lascia davvero amareggiati proprio perché inaspettata, immotivata e anche irriguardosa”. A parlare è l’on. Domenico Bova ex deputato dell’Ulivo per tre legislature e per 10 anni componente della Commissione parlamentare antimafia, nonché ex sindaco di Roccella, attualmente uno degli esponenti di punta del Partito democratico, finito nella bufera per delle divisioni emerse nelle ultime assemblee .
“Finora – spiega Bova - mi sono astenuto dal rilasciare dichiarazioni per evitare di aggiungere ulteriori elementi di polemica in una discussione che appare strumentale e pretestuosa. L’intenzione era quella di riuscire a riportare maggiore distensione in un confronto che pensavo potesse essere leale e trasparente, nella convinzione che si trattasse di semplici schermaglie tattiche o nervosismi causati dal dover affrontare, volenti o nolenti, il problema della nomina del nuovo candidato a sindaco. Evidentemente mi sbagliavo e forse questo mio atteggiamento di estrema compostezza è stato frainteso”. A spingerlo a rompere il silenzio il bisogno di replicare con delle riflessioni al nostro ultimo articolo di venerdì titolato “Pd per ora evitata la rottura totale sul “candidato fantasma on Bova”.
“Nella mia lunga militanza politica - premette Domenico Bova - non ho mai avanzato pretese personali, ma mi sono sempre messo al servizio dei cittadini, anche e soprattutto quando il compito si rivelava arduo. Ho sempre lavorato per la crescita del mio paese con abnegazione e collaborando con tutte le altre personalità, evitando competizioni personali, anzi, facendo spesso dei passi indietro quando ciò appariva più utile e funzionale agli interessi collettivi. Pertanto, rimango davvero interdetto di fronte alle parole di coloro che si stanno frapponendo ad un dibattito dialettico e sereno nelle sedi ufficiali del partito. Si parla di una presunta autocandidatura “fantasma”, con chiaro riferimento alla mia persona. Ma io non ho mai pronunciato il mio nome, come quello di nessun altro. Mi sono semplicemente dichiarato disponibile al confronto, eventualmente anche attraverso lo strumento delle primarie che rappresenta il metodo più democratico che esista. Si pensi solo che non sono mai intervenuto nelle ultime due assemblee, se non per riportare la calma e la compostezza che altri avevano improvvisamente perso alla pronuncia della sola parola “candidature”, come se volessero ostinatamente negare la necessità di affrontare la questione. Non è certo colpa mia se tantissimi, nel partito e fuori, mi chiedono la disponibilità ad un impegno, in quanto ritengono che la mia persona possa garantire proprio quell’unità e continuità da tutti auspicata. L’autoreferenzialità – prosegue Bova - alberga in altri, non certo in me, ed è velleitario tentare di invertire i termini della questione”.
L’onorevole non ci sta nemmeno a continuare a suddividere i componenti del Pd con categorie ormai superate: “Questo sì appartiene alle vecchie logiche di fare politica”, sottolinea. “Senza assolutamente rinnegare la nostra storia – propone - non dobbiamo continuare a rimanere rivolti al passato, non ci sono ex “gli uni contro gli altri armati”, ma attuali componenti di un unico partito. Ci sono solo i Democratici. Peraltro, ricordo a tutti che, per ben tre legislature, sono stato eletto deputato non dei soli Ds, bensì dell’Ulivo e dell’Unione, che contenevano al loro interno tutte le anime poi confluite nel Pd. In quegli stessi anni, da deputato – ricorda ancora l’on. Bova - ho vissuto pienamente le vicende politiche roccellesi, tanto è vero che ho sostenuto con forza l’attuale compagine di governo cittadino, presentando pubblicamente il candidato a sindaco, garantendogli pieno appoggio e lealtà, contribuendo a formare la lista poi vincente, assecondando le politiche di rilancio e di sviluppo, intervenendo, anche con iniziative legislative e parlamentari, sulle emergenze che hanno colpito il nostro paese. Contrariamente - sottolinea - a quanto hanno fatto altri che, allora, navigavano su altre sponde e, oggi (e questo mi fa piacere) pare si siano ravveduti del loro precedente operato. Continuità non significa conservazione, ma cammino e rilancio lungo la linea direttrice tracciata dieci anni fa con il mio avallo e con il mio pieno e convinto sostegno al centrosinistra roccellese”.
A tal fine osserva Bova: “Non vengono mai spiegate le ragioni per cui una mia eventuale candidatura non si presterebbe ad assicurare continuità nell’azione di governo del paese. Anzi si dice che non ci sarebbe nulla da eccepire sul mio nome, se non una semplice questione di metodo. Ebbene, chiarito che non ho utilizzato nessun metodo, né seguito alcun percorso particolare, cade ogni pregiudiziale. Ulteriori contestazioni a questo punto confermerebbero solamente che si tratta di un preconcetto meramente personale, privo di logica politica e di visione strategica sulle necessità del paese e dei cittadini”.
“Ho davvero a cuore – conclude Bova - i problemi di Roccella che, in gran parte, sono stati affrontati da amministratori validi e capaci, ma che, ancora, soprattutto sui grandi temi permangono e devono essere risolti, come peraltro ha riconosciuto lo stesso sindaco nella sua relazione all’assemblea del Pd. Da parte mia c’è e ci sarà sempre la volontà di impegnarmi e collaborare unitariamente, in maniera sincera ed effettiva, scevra da posizioni finalizzate ad interessi personali”.
Stefania Parrone (Gazzetta del Sud - 8 marzo 2009)
“Finora – spiega Bova - mi sono astenuto dal rilasciare dichiarazioni per evitare di aggiungere ulteriori elementi di polemica in una discussione che appare strumentale e pretestuosa. L’intenzione era quella di riuscire a riportare maggiore distensione in un confronto che pensavo potesse essere leale e trasparente, nella convinzione che si trattasse di semplici schermaglie tattiche o nervosismi causati dal dover affrontare, volenti o nolenti, il problema della nomina del nuovo candidato a sindaco. Evidentemente mi sbagliavo e forse questo mio atteggiamento di estrema compostezza è stato frainteso”. A spingerlo a rompere il silenzio il bisogno di replicare con delle riflessioni al nostro ultimo articolo di venerdì titolato “Pd per ora evitata la rottura totale sul “candidato fantasma on Bova”.
“Nella mia lunga militanza politica - premette Domenico Bova - non ho mai avanzato pretese personali, ma mi sono sempre messo al servizio dei cittadini, anche e soprattutto quando il compito si rivelava arduo. Ho sempre lavorato per la crescita del mio paese con abnegazione e collaborando con tutte le altre personalità, evitando competizioni personali, anzi, facendo spesso dei passi indietro quando ciò appariva più utile e funzionale agli interessi collettivi. Pertanto, rimango davvero interdetto di fronte alle parole di coloro che si stanno frapponendo ad un dibattito dialettico e sereno nelle sedi ufficiali del partito. Si parla di una presunta autocandidatura “fantasma”, con chiaro riferimento alla mia persona. Ma io non ho mai pronunciato il mio nome, come quello di nessun altro. Mi sono semplicemente dichiarato disponibile al confronto, eventualmente anche attraverso lo strumento delle primarie che rappresenta il metodo più democratico che esista. Si pensi solo che non sono mai intervenuto nelle ultime due assemblee, se non per riportare la calma e la compostezza che altri avevano improvvisamente perso alla pronuncia della sola parola “candidature”, come se volessero ostinatamente negare la necessità di affrontare la questione. Non è certo colpa mia se tantissimi, nel partito e fuori, mi chiedono la disponibilità ad un impegno, in quanto ritengono che la mia persona possa garantire proprio quell’unità e continuità da tutti auspicata. L’autoreferenzialità – prosegue Bova - alberga in altri, non certo in me, ed è velleitario tentare di invertire i termini della questione”.
L’onorevole non ci sta nemmeno a continuare a suddividere i componenti del Pd con categorie ormai superate: “Questo sì appartiene alle vecchie logiche di fare politica”, sottolinea. “Senza assolutamente rinnegare la nostra storia – propone - non dobbiamo continuare a rimanere rivolti al passato, non ci sono ex “gli uni contro gli altri armati”, ma attuali componenti di un unico partito. Ci sono solo i Democratici. Peraltro, ricordo a tutti che, per ben tre legislature, sono stato eletto deputato non dei soli Ds, bensì dell’Ulivo e dell’Unione, che contenevano al loro interno tutte le anime poi confluite nel Pd. In quegli stessi anni, da deputato – ricorda ancora l’on. Bova - ho vissuto pienamente le vicende politiche roccellesi, tanto è vero che ho sostenuto con forza l’attuale compagine di governo cittadino, presentando pubblicamente il candidato a sindaco, garantendogli pieno appoggio e lealtà, contribuendo a formare la lista poi vincente, assecondando le politiche di rilancio e di sviluppo, intervenendo, anche con iniziative legislative e parlamentari, sulle emergenze che hanno colpito il nostro paese. Contrariamente - sottolinea - a quanto hanno fatto altri che, allora, navigavano su altre sponde e, oggi (e questo mi fa piacere) pare si siano ravveduti del loro precedente operato. Continuità non significa conservazione, ma cammino e rilancio lungo la linea direttrice tracciata dieci anni fa con il mio avallo e con il mio pieno e convinto sostegno al centrosinistra roccellese”.
A tal fine osserva Bova: “Non vengono mai spiegate le ragioni per cui una mia eventuale candidatura non si presterebbe ad assicurare continuità nell’azione di governo del paese. Anzi si dice che non ci sarebbe nulla da eccepire sul mio nome, se non una semplice questione di metodo. Ebbene, chiarito che non ho utilizzato nessun metodo, né seguito alcun percorso particolare, cade ogni pregiudiziale. Ulteriori contestazioni a questo punto confermerebbero solamente che si tratta di un preconcetto meramente personale, privo di logica politica e di visione strategica sulle necessità del paese e dei cittadini”.
“Ho davvero a cuore – conclude Bova - i problemi di Roccella che, in gran parte, sono stati affrontati da amministratori validi e capaci, ma che, ancora, soprattutto sui grandi temi permangono e devono essere risolti, come peraltro ha riconosciuto lo stesso sindaco nella sua relazione all’assemblea del Pd. Da parte mia c’è e ci sarà sempre la volontà di impegnarmi e collaborare unitariamente, in maniera sincera ed effettiva, scevra da posizioni finalizzate ad interessi personali”.
Stefania Parrone (Gazzetta del Sud - 8 marzo 2009)

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